|
|
Tavola I
(In alto a sinistra) la maschera di Tutankhamon fu realizzata con numerosi strati di oro battuto, intarsiato di ceramica e pietre semipreziose. Questa immagine del faraone riproduce fedelmente i lineamenti del giovane re al momento della morte, sopravvenuta all'età di diciannove anni: elementi caratteristici sono il naso sottile e lievemente storto, le narici delicate e le labbra piene.
(In basso a destra) testa lignea, dorata, della vacca Hator (Occhio di Re) appare qui emergente da una pianta di papiro. Lo stesso colore nero usato per la base ricopre anche le sue eleganti corna di legno rivestito di bronzo. Gli occhi sono in alabastro ed ossidiana; sono evidenziati, così come sopracciglia, da una striscia di vetro nero.
|
|
|
Tavola II
(In alto a destra) la figura lignea inginocchiata rappresenta il dio Heh, impugna due giunchi dorati ed evoca così il concetto di 'milioni di anni'. Il portaspecchi è posto sulla sua testa e reca un'immagine di scarabeo alato che spinge il disco solare.
(In alto a sinistra) questi sandali sono in legno ricoperto di cuoio verde e dorato. Su ciascuna soletta interna sono raffigurati prigionieri africani ed assiri, posti fra quattro archi dipinti alle estremità del sandalo. Rappresentano i nove nemici tradizionali dell'Egitto, i quali venivano in questo modo simbolicamente calpestati dal faraone. Le suole esterne sono ricoperte di stucco bianco.
(In basso) questo flabello cerimoniale è in legno rivestito con una lamina d'oro, ha intarsi in vetro colorato, doppio cartiglio geroglifico del sovrano, protetti da avvoltoi. Sul bordo circolare del flabello si notono alcuni fori destinati ad accogliere le piume di struzzo. Il ventaglio è fissato ad un lungo manico in legno dorato, intarsiato all'estremità superiore con un motivo decorativo geometrico a forma di fiore di papiro.
|
|
|
Tavola III
(In alto) le due placche di pietra semipreziosa provenivano probabilmente dagli scavi della tomba di Amenofi III. Le montature d'oro sono moderne.
(In centro) questo magnifico diadema fu rinvenuto intorno alla testa di Tutankhamon dopo che furono rimossi la maschera d'oro ed i numerosi strati di lino che avvolgevano il capo del re. Dal momento che era impossibile mettere la maschera funeraria d'oro sopra l'avvoltoio e l'ureo, questi due oggetti furono staccati dal diadema. Ciascuno dei due attributi regali è provvisto di scanalature che consentono il loro perfetto inserimento nel diadema vero e proprio.
La fascia in oro è simile ad un nastro. La serie di cerchi che circondano il nastro è in cornalina, con borchie d'oro al centro. Altri due nastri, più corti, ma più larghi, cadono ad angolo acuto da ognuna delle due infiorescenze di loto. Entrambi questi ultimi nastri sono decorati con un ureo reale d'oro massiccio lungo il bordo esterno.
(In basso) corona della principessa Khnumyt, XII dinastia (XIX sec. a.C.), proveniente dalla tomba della principessa a Dahsur. Oro e pietre dure.
|
|
|
Tavola IV
(In alto) questo braccialetto rappresenta tre scarabei, due in maiolica blu e uno in feldspato verde chiaro; ogni scarabeo spinge con le zampe anteriori un disco solare in cornalina. I due scarabei in maiolica sono affiancati da due urei. La coda dei due cobra centrali termina a forma di nodo intrecciato. Le estremità del braccialetto sono a forma di cartiglio contenente il nome del re. Ogni cartiglio è sormontato dal disco solare e da due piume di struzzo.
(In centro) il monile è formato da uno stelo di papiro; in mezzo è infilato uno scarabeo, su cui è scritto il nome del sacerdote.
(In basso) questo braccialetto è dominato da tre scarabei in lapislazzuli. Vicino ad ognuno di essi si trovano quattro segni a carattere amuletico. Per questa composizione, l'artista fece uso di oro, turchese e cornalina. Due file di grani d'oro e di maiolica tengono unita la composizione. Una delle due estremità rettangolari in oro reca la rappresentazione di una cavalletta con intarsi di pietra.
|
|
|
Tavola V
(In alto) l'elemento decorativo primario di questo braccialetto è costituito da un occhio udjat in cornalina rossa. Dall'occhio emerge un ureo che indossa la doppia corona dell'Alto e del Basso Egitto e che sembra svolgere funzione protettiva. L'amuleto è legato a nove file di grani in oro, maiolica e vetro inseriti fra sei tramezzi in oro, a forma di grani essi stessi.
(In basso a sinistra) il grande braccialetto con la gemma centrale in lapislazzuli non ha alcun valore amuletico o religioso: aveva probabilmente un fine soltanto decorativo. Intorno al castone si nota una serie di piccole borchie, applicate con una tecnica chiamata 'granulazione'.
(In basso al centro) il semplice braccialetto con un piccolo scarabeo, riproduce un motivo magico che compare anche su altri gioielli ed oggetti rinvenuti nella tomba. La gemma a forma di scarabeo è circondata da triangoli granulari.
(In basso a destra) bracialetto appartenente al tesoro di Tutankamon.
|
|
|
Tavola VI
(In alto a sinistra) il paio di orecchini in oro rosso, vetro blu scuro e resina nera, è il gioiello più originale rinvenuto nella tomba di Tutankhamon. L'assenza totale di rappresentazioni figurative in questo paio di orecchini fa pensare che fossero la tecnica ed i materiali usati a conferire valore a questi gioielli.
(In centro a destra) questa caviliera fa parte di una coppia di oggetti simili trovati sulla mummia di Psusennè. Esso è composto da due segmenti disegnati che si incastrano e sono trattenuti da una bietta. Il segmento piccolo è una lamina d'oro. Il segmento grande è diviso in tre parti, ognuna formata da una lamina d'oro di fondo su cui sono applicati elementi curvi, alternando oro e lapislazzuli legato in oro.
(In basso a sinistra) paio di orecchini in oro, cornalina, quarzo e vetro, uniti per mezzo di adesivi colorati. Sotto i cilindri si trova un anello sul quale è raffigurato un falco con le ali distese. Nell'anello si trova un'immagine in cornalina di Tutankhamon affiancato da due urei sormontati dal disco solare. Ciascuno orecchino è completato da sei file di grani, dai quali pendono gocce in vetro ed oro.
|
|
|
Tavola VII
(In alto) il collare di Uto: lamina d'oro cesellata, con ureo. Le frequenti spirali a forma di otto sono una caratteristica delle rappresentazioni di questo serpente nell'arte egizia. Esso appare qui dotato di ali distese: anche questa figura conferma quindi la tendenza dell'artista egizio a combinare fra loro, in un'unica forma, gli elementi disparati.
(In basso) collare con l'avvoltoio Nekhbet, in cloisonnè; è formato da 156 segmenti, ciascuno dei quali è legato agli altri per mezzo di una cordicella che passa attraverso occhielli. Ogni placca è separata da quella adiacente grazie ad un piccolo grano, anch'esso legato alla struttura. I particolari della testa di Nekhbet sono finemente cesellati; il becco e l'occhio sono intarsiati di ossidiana, pietra vulcanica cristallina.
|
|
|
Tavola VIII
(In alto) pettorale col nome di Amenemhet III, XII dinastia (1847-1797 a.C.), in oro e pietre dure.
(In basso) collana col nome di Seosostri II; pettorale in forma di tabernacolo, appeso ad una collana. L'armatura d'oro è impreziosita di pietre colorate: lapislazzuli, cornalina e turchese. È interessante la tecnica, che obbligò ad eseguire per primo il rovescio.
|
|
|
Tavola IX
(In centro) collana d'oro intarsiata e pendente con scarabei. L'effetto ottico di questo oggetto in oro, lapislazzuli, cornalina, turchese e feldspato verde è spettacolare: i colori sembrano quasi 'bombardare' la vista. Gli antichi egizi attribuivano una grande importanza all'effetto visivo e usavano nei loro elaborati gioielli anche il vetro, che allora era un prodotto 'di lusso'.
(A destra) la figura rappresenta il pettorale centrale che fu trovato sul torace di Tutankhamon. I tre fili sono formati da grani alternati di maiolica ed oro. Il fermaglio è anch'esso a forma di pettorale in miniatura, con due segni gereoglifici alla base. Il motivo principale di questo pettorale, in oro ed intarsi di lapislazzuli, di pietra verde e di vetro colorato, è costituito dall'occhio udjat, che significa: 'Possa Tutankhamon essere sano'.
(A sinistra) questo occhio udjat è in maiolica blu con l'ureo; L'amuleto pende da una collana di garni cilindrici di maiolica e d'oro. La collana termina con due coppette d'oro che racchiudono una goccia sferica in resina blu e nera.
|
|
|
Tavola X
(In alto) questo collare è costituito da numerose placche d'oro intarsiate di vetro policromo sul modello del cloisonnè. Il vetro rosso e blu imita senz'altro pietre semipreziose quale la cornalina, il lapislazzuli ed il turchese. Le estremità a testa di falco si riferiscono al ruolo del sovrano egizio quale manifestazione del dio falco Horus.
(In centro) pettorale d'oro e pietre dure che risale al periodo tolemaico (III sec. a.C.). Bellissima collana del tipo 'largo', secondo la designazione egizia. Consiste in una lamina d'oro, in cui sono disposte sei file concentriche di intarsi. Le pietre sono lapislazzuli e amazzonite e gli intarsi sono eseguiti alternando forme molto varie ed alternando i colori.
(In basso) questo collare in maiolica manca di qualsiasi emblema od iscrizione che consentano di identificarlo come un oggetto appartenuto ad un sovrano.
Nel collare qui raffigurato i grani bianchi riproducono la forma dei petali di papavero; gli altri quella dei petali del fiordaliso. Le estremità, in maiolica bianca, presentano intarsi con motivi 'floreali'. Le file di grani legate alle estremità erano usate per tenere la collana intorno al collo di chi la indossava.
|
|
|
Tavola XI
(In alto) questo pettorale simboleggia il viaggio del sole e della luna attraverso i cieli. Il motivo centrale è costituito da uno scarabeo in calcedonio e forma il corpo di un falco con le ali distese, gli artigli e la coda in cloisonnè. Il falco e lo scarabeo, animali diversissimi in natura, sono qui uniti in un'unica composizione artistica, con una tale abilità che lo spettatore percepisce appena la dicotomia. Questa unione armoniosa di elementi così disparati è caratteristica propria al disegno egizio e rende l'artista della Valle dl Nilo diverso da quelli delle altre culture.
(In centro) questo pendente in oro con intarsi in cornalina, turchese, feldspato verde, lapislazzuli e calcite è pregevole pur nella semplicità della forma e del contenuto. Il contorno di questo ciondolo, a forma di cuore lievemente piegato, delimita lo scarabeo alato
(In basso) lo scarabeo, è chiuso da due urei, ciascuno sormontato da un disco solare, i serpenti appaiono di fronte. Il motivo più importante è costituito dallo scarabeo. Gli egizi osservarono che questo insetto è solito portare davanti a sè una pallina di sterco ed associarono questa attività alle forze che spingono il sole attraverso il cielo durante il suo viaggio quotidiano.
|
|
|
Tavola XII
(In alto) questo pettorale, in oro con intarsi di cornalina e vetro di vari colori, fu trovato con parecchi altri pettorali in una cassetta sulla quale c'era un'immagine nera, lignea, raffigurante uno sciacallo: è Anubi, il dio che presiede alla cerimonia dell'imbalsamazione. La forma rettangolare ripete la facciata di un tempio egizio; il cornicione è qui sostituito da un disco solare alato, che rappresenta il dio Horus di Behdet, a testa di falco.
(In basso) questo pettorale è a forma di tempio sormontato da un cornicione modanato. Le due dee, Iside sulla destra e Nefti sulla sinistra, distendono le ali piumate su un pilastro djed, simbolo della stabilità, sormontato da un disco solare dorato.
|
|
|
Tavola XIII
Non tutte le divinità in forma d'uccello rappresentano il falco Ra-Harakhti. Le tre figure mostrano pettorali con l'avvoltoio Nekhbet, dea primordiale dell'Alto Egitto. In tutti questi ciondoli le piume delle ali distese di Nekhbet sono in lapislazzuli blu. I particolari in cornalina in due pettorali tendono a fa risaltare le ali dell'avvoltoio.
Nel ciondolo che raffigura l'avvoltoio Nekhbet incoronata con la corona atef di Osiride, la testa d'uccello è modellata a tutto tondo.
|
|
|
Tavola XIV
(In alto a destra) l'immagine del falco che si libra nel cielo, identificata con il dio dinastico Horus, chiamato in un'altra tradizione teologica Ra-Harakhti è riprodotta in questo pettorale. Il piumaggio dell'uccello è in turchese, cornalina e vetro blu. Sulla testa appare un disco infuocato in cornalina. Un'immagine quasi identica fu trovata sotto il dodicesimo strato di bende che avvolgeva la mummia di Tutankhamon. Ra-Harahkti appare qui di fronte e il disco solare sulla sua testa è sormontato da un ureo. Anche in questo caso il falco iene negli artigli una coppia di segni shen.
(In basso a sinistra) collare ottenuto con trentotto placche d'oro tenute insieme da finissime cordicelle. Particolarmente notevole è il bordo di piccoli grani legati intorno alle estremità delle placche che rappresentano le ali del falco.
(In basso a destra) il collare di Horus, trovato intorno al collo della mummia di Tutankhamon, costituiva lo strato superiore di una serie di collari ed amuleti vari. I collari, come dice il Libro dei Morti, dovevano essere posti intorno al collo del defunto o sul petto, per permettere la realizzazione di alcune formule necessarie per poter rivivere nell'Aldilà.
|
|
|
Tavola XV
Gli orecchini erano usati abbastanza frequentemente anche dagli uomini già durante la XVIII dinastia: questa moda si pensa che sia stata importata dall'Asia Minore.
Il motivo decorativo, in oro intarsiato di quarzo, calcite, maiolica e vetro policromo, è costituito da un corpo di falco a testa di anatra. La fusione di motivi contrastanti era cosa comune, soprattutto perchè tanto il falco quanto l'anatra erano animali associati al culto di Amon-Ra.
|
|
|
Tavola XII
La statuetta fa parte di una vasta produzione di forme umane ed animali di bronzo, che riceve incremento nei bassi tempi, fino ad assumere le proporzioni di una vera e propria industria. Il gatto, sacro alla dea Bastet, protettrice dei focolari e della fecondità, è il soggetto di numerose opere di bronzo o legno, dedicate come dono votivo nei santuari della divinità od utilizzate come ornamento di cassette funerarie per mummie di gatto o, più raramente, come contenitore di mummia. La statuetta in esame era destinata a quest'uso.
Il pezzo si distingue dalla massa della produzione , di realizzazione spesso schematica e legnosa, per una singolare armonia e proporzione di forme, che mette in risalto la fierezza e l'eleganza propria dell'animale. Il modellato vigoroso, rivela abilmente la muscolatura del corpo e delinea una testa dai tratti particolarmente vivi, addolcendo tuttavia il dato naturalistico attraverso un morbido passaggio di piani e sfruttando le caratteristiche del materiale per trarne effetti di luce.
La datazione della statuetta è dubbia. La tipologia ha grande diffusione dalla XXII dinastia (944-716 a.C.) e prosegue fino ai primi secolo dopo Cristo. I caratteri stilistici potrebbero favorire una sistemazione cronologica nell'ambito dell'Epoca Saitica.
La provenienza della statuetta è ignota.
|
 |
|
|