SpaceCraft Dionisio

IL TRANSITO DI VENERE

a cura di com. Mora Antis



 

"Dopo il transito di Mercurio sul Sole del 7 maggio 2003, adesso tocca a Venere ripetere la stessa esperienza mostrando così la propria silhouette mentre attraversa il disco solare.
Il gran giorno sarà l'8 giugno 2004; Venere toccherà il bordo del sole alle 7,13 (ora estiva) e per le successive sei ore si manifesterà come una macchiolina nerissima e circolare che scorre lentamente sulla superficie della nostra stella. L'evento terminerà alle 13,25.
Il transito di Venere è un evento molto più raro del transito di Mercurio. Mentre Mercurio transita sul sole tredici volte per ogni secolo, Venere alternativamente transita solo due volte nell'arco di un secolo e nemmeno una nel secolo successivo. Per l'esattezza i transiti avvengono a gruppi di due, intervallati fra di loro da otto anni, mentre fra un gruppo e l'altro devono trascorrere una volta 121,5 anni e una volta 105,5 anni (la sequenza quindi è la seguente: 8 anni, 105,5 anni, 8 anni, 121,5 anni, 8 anni, 105,5 anni, e così via).
Pertanto può accadere che tantissime persone non possano vedere nemmeno un transito nel corso della loro vita, mentre altre, come quelle della nostra generazione, possano vederne addirittura due. Il prossimo transito infatti ci sarà tra otto anni, poi più niente fino a dicembre 2117.
La prima osservazione registrata di un transito di Venere appare in un documento del 16° secolo a. C. ritrovato fra le rovine della città di Niniveh (l'attuale Mosul, Iraq) attualmente conservato al British Museum.
Da allora si sono succeduti altri 45 transiti, molti dei quali non figurano in nessun annale astronomico delle antiche civiltà.
L'osservazione a scopo scientifico di questi fenomeni cominciò nel 18° secolo, dopo che il famoso astronomo Edmond Halley (scopritore dell'omonima cometa) propose di utilizzare gli eventi per misurare la distanza Terra -Sole, sfruttando la parallasse del pianeta Venere.
Per avere un angolo di parallasse apprezzabile occorreva fare osservazioni in contemporanea da zone del globo distanti il più possibile tra di loro. Per questo molti astronomi e esploratori di quel periodo e successivi sceglievano i luoghi più disparati per le loro osservazioni.
Per esempio il famoso capitano James Cook, in occasione del transito del 1769, con la sua nave "Endeavour", raggiunse Tahiti, paradiso tropicale scoperto da poco. Egli osservò il fenomeno dal promontorio presso Matavai Bay, che nell'occasione battezzò Punta Venere (Point Venus), nome che porta tuttora.
Per noi astrofili o per i semplici curiosi il transito di Venere è un evento spettacolare e pieno di fascino, considerando anche la sua rarità.
Per poter osservare l'evento senza mettere in pericolo i nostri occhi, occorre un filtro solare, uno di quei fogli in mylar che si possono acquistare in negozi di ottica e materiale fotografico. È bene non fidarsi di vetri affumicati artigianalmente o maschere per saldatori. Questi filtrano la parte di luce visibile ma non i raggi ultravioletti che sono dannosissimi per la nostra retina.
È bene precisare che, per una comoda osservazione, è consigliabile incollare il foglio in mylar ad un telaietto di cartone rigido (che potete tranquillamente ritagliare dal coperchio di una scatola da scarpe), in modo che il foglio stia sempre teso e abbiate la possibilità di tenerlo tranquillamente con una sola mano.
Se possedete un binocolo, potete costruire due cilindri di cartone che si incastrino ai due tubi ottici dello strumento e applicarci sopra due ritagli del foglio in mylar.
Oppure informatevi se nella vostra città c'è un osservatorio astronomico o un semplice gruppo di astrofili. Può darsi che in quel giorno questi organizzino un'osservazione aperta al pubblico per dare a tutti la possibilità di osservare l'evento con un telescopio.
Sperando che l'8 giugno il meteo non faccia brutti scherzi, auguro a tutti buon divertimento.



I dati del fenomeno sono stati rilevati dal "calendario astronomico 2004" di Tognelli e Ugolini

http://www.calendario-astronomico.it