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Per quanto riguarda il trucco, il bagaglio d'esperienza e di cultura teatrale ben poco servì al cinema: le dimensioni dello schermo ed i primi piani, inesistenti nel teatro, resero necessario lo studio di un nuovo metodo per rendere più realistico il trucco degli attori. È quindi nell'ambito della cinematografia che i truccatori misero a punto le tecniche più raffinate nell'arte di mutare il volto. Fino a non molti anni fa il "mago" si costruiva da sé buona parte degli srumenti di lavoro. Al tempo del cinema muto esistevano il nero fumo per gli occhi , la cipria con il belletto, il rossetto per le labbra ed un pastone rossiccio detto cerone che si scioglieva d'estate e si screpolava d'inverno. Si può dire che quasi tutti cosmetici professionali siano stati messi a punto dall'esperienza dei truccatori che, sempre alla ricerca della perfezione, ne modificarono mano a mano la formula.
È per questo motivo che nei tempi passati, ma ancor oggi, ogni truccatore ha dei segreti che non svela a nessuno. Le difficoltà nacquero quando, per esigenze di copione, l'attore o l'attrice doveva apparire più vecchio o addirittura nelle vesti di un mostro, di un vampiro, di un licantropo, ecc. Questi strani esseri ispirarono la creatività dei registi di allora e misero in difficoltà i truccatori, che si trovarono a dover escogitare sistemi fino ad allora sconosciuti.
Chi, per genio o per fortuna, vi riuscì, si affermò a tal punto da creare una "stirpe" di truccatori, tramandando poi la propria esperienza ed i propri segreti di padre in figlio. Uno di questi fu il grande Westmore.
Rivedendo una vecchia pellicola come Il dottor Jekyll e Mr. Hyde, si è portati inevitabilmente a sorridere vedendo come il truccatore di quei tempi aveva tentato di rendere demoniaco l'attore, servendosi di espedienti che oggi appaiono ingenui e banali, come ad esempio l'infoltire l'arco sopraccigliare conferendogli una linea mefistofelica o l'abbassare la fronte fino a renderla simile a quella del pitecantropo.
Non bisogna dimenticare, però che erano invenzioni e maschere spesso create dal nulla e che sovente costringevano l'attore a sopportare sofferenze non indifferenti, come ad esempio nel caso del povero Lon Chaney che, per esigenze di copione, fu costretto a sopportare nell'occhio un pezzetto di membrana d'uovo per nascondere l'iride e simulare un incidente. Per quei tempi era un trucco eccezionale e del resto, materiale a parte, si è mantenuto tale fino ai nostri tempi.
Trucco televisivo
Anche se oggi la tecnologia ha compiuto progressi notevoli per ciò che riguarda la ripresa televisiva, sussistono tuttavia dei limiti che non permettoni di eguagliare la qualità d'immagine che si può ottenere con la cinepresa. Ad sempio, al di sotto di una soglia minima di luce la telecamera non riesce a "leggere" l'immagine. A seconda della qualità dell'apparecchio si abbasserà il livello minimo di luce che consente la ripresa. Inoltre, l'operatore televisivo non deve inquadrare direttamente una fonte luminosa, il che potrebbe danneggiare gravemente le telecamere; perciò l'illuminazione potrà essere solo indiretta o, se diretta, si dovranno usare dei filtri per ovviare all'inconveniente precedentemente ricordato. Spesso si usano luci proiettate dall'alto, che però creano delle ombre antiestetiche sul volto, mettendo in evidenza rughe labiali ed occhiaie che invecchiano ed appesantiscono il viso. Compito del truccatore sarà quello di collaborare strettamente col direttore della fotografia, per attenuare il più possibile questi difetti e di esaminare sempre l'immagine sul monito prima della sua registrazione, per correggerla eventualmente col trucco.[...]
In quello che viene comunemente chiamato il trucco femminile di abbellimento, [...]il fondotinta di base è molto importante; infatti, senza di esso, la cromia naturale della pelle (che può avere come dominante il giallo, il verde od il rosa a seconda della persona) verrebbe esasperata e trasferita sullo schermo. Il colore del fondotinta di base deve attenuare la dominante, pur rimanendo il più, vicino possibile alla cromia reale della pelle; inoltre deve essere opaco per non creare riflessi di luce. La quantità di prodotto da stendere sul viso deve essere minima, per dare il più, possibile l'impressione di naturalezza.[...]
Bisogna, poi, ricreare la tridimensionalità del viso per mezzo dei chiaroscuri, poiché l'immagine televisiva è bidimensionale e tende quindi ad appiattire i volumi.[...] Se il viso da truccare non è troppo regolare, le ombreggiature vanno applicate in modo che alla funzione di tridimesionalità si abbini anche quella correttiva.[...] Si passa, poi, a truccare gli occhi.
[...]Il fard può essere steso su tutte le correzioni in maniera molto discreta e non deve essere perlato o satinato. Il colore del rossetto non deve essere freddo, cioè non deve contenere blu e non deve essere troppo scuro.
Vale la pena di ricordare le parole di Lee Baygun, caporeparto trucco della NBC si New York: "Quando una modella ed un'attrice lascia il camerino e qualcuno le chiede se stia andando a farsi truccare, questo è il momento in cui io so di aver eseguito il migliore lavoro per la ripresa televisiva o cinematografica!"[...]
Trucco cinematografico
La cinepresa rimane sempre il mezzo di ripresa con cui si ottiene l'immagine migliore. Infatti, spesso, si preferisce girare le scene con la cinepresa e poi riversare il filmato su nastro magnetico per la messa in onda televisiva. Questo avviene perché il cinema consente un'illuminazione ottimale e non crea problemi di riflessione del colore o di distorsione dell'immagine. Questo è un problemadi non secondaria importanza, derivante dall'impiego della telecamera, che tra l'altro impone dei grossi limiti alla ripresa.
Per il trucco di abbellimento femminile cinematografico, in generale si seguono le indicazioni che sono state date per il trucco televisivo. Ma qui, ancor più che per la televisione, il fondotinta di base deve essere un velo sottilissimo, perché i primi piani sono quasi a tutto schermo, perciò si deve rendere l'immagine il più naturale possibile. Bisogna controllare sempre, tra una ripresa e l'altra, che la pelle non sia lucida, se lo fosse, si tampona la parte con un velo di cipria trasparente.[...]
Con la cinepresa si ha la possibiltà di usare la luce più opportuna ed anche se lo schermo cinematografico è molto grande e lo spettatore è vicino, gli effetti speciali di trucco possono essere resi in maniera migliore rispetto a quelli che si ottengono con la ripresa televisiva.
L'unico inconveniente che si incontra nel lavorare per una ripresa cinematografica, è che non esiste la possibilità di vedere l'immagine durante la sua ripresa, come succede in televisione. Si deve quindi osservare l'attore dal punto in cui è posta la cinepresa, tenendo conto che ciò che percepisce l'occhio verrà poi trasferito tale e quale sulla pellicola. L'esperienza darà poi la possibilità di eseguire un lavoro sempre migliore.[...]
Nel cinema e nella televisione il trucco maschile di base richiede molta cura, poiché deve risultare pressoché invisibile: Nell'affrontare questo nuovo argomento bisogna dimenticare totalmente i principi coi quali si opera sul volto femminile. Sul viso maschile si operano dei ritocchi e la regola fondamentale è la totale naturalezza. Il cinema a colori ha fatto preferire, rispetto alle tecniche in bianco e nero, i colori così come vengono recepiti dall'occhio umano e, così si parte da una maggiore uniformità tra il colore del viso e quello del corpo. Oggi alcuni film vengono girati senza trucco, cioò avviene per soddisfare la ricerca di maggior naturalezza da parte del regista, ma, a mio parere [Elisa Calcinari n.d.r.], l'immagine anziché essere realistica è spesso iper-realistica, poiché poché le normali irregolarità della pelle risultano in modo non reale e di gran lunga superiore a quanto si può notare ad occhio nudo.[...]
Il risultato finale del trucco maschile è che l'attore non deve assolutamente sembrare truccato, deve cioè avere un aspetto del tutto normale.
NOTA BENE: per chi volesse approfondire l'argomento, si consiglia vivamente di consultare il libro da cui è stato preso questo breve estratto e che è testo di studio per gli operatori del settore.
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