SpaceCraft Dionisio

SETTIMA MISSIONE DEL 2003

DATA STELLARE 0312.07

diario di bordo di Ariel Tempest



 

Ultimamente la nostra Sovrintendente è nervosa come un gatto rosso (e se lo dico io, che sono caitiana, so quel che dico e potete credermi sulla parola), così, dopo aver costretto il Clandestino di bordo a scrivere il diario per la missione di novembre, ora ha imposto a me di redigere quello dell'ultima missione di quest'anno.
Probabilmente ` colpa degli oltre tre secoli e mezzo che la poverina si porta sul groppone e che, per una terrestre, sono veramente tanti! Tuttavia, dato che mi hanno insegnato che i vecchi vanno rispettati, gliela do vinta e scrivo questo benedetto diario, anche se ho pochissimo tempo a disposizione e dovrò essere - come si diceva anticamente - telegrafica.
Alla missione di dicembre eravamo a ranghi ridottissimi: Clandestino di bordo, Sovrintendente, Adri, Nextia, il mio grande amore - il Simpatico passante - ed io. Hugh non ha potuto partecipare per la stessa ragione che l'ha tenuto a casa il mese scorso: un ginocchio fuori uso e, ovviamente, Kurt, da bravo animaletto da compagnia, è rimasto con lui. Il traffico del Motor Show ha tenuto alla larga Azzurra, la contemporanea Starcontrek a Milano ci ha depauperati di Hayd´è e i turni di lavoro pre-natalizio hanno fatto il resto. È stato un vero peccato, perch´ i musei da visitare erano davvero interessanti!
Il Museo Davia-Bargellini è ospitato al piano terreno del prestigioso palazzo dei Bargellini, eretto a partire dal 1638 su disegno dell'architetto Bartolomeo Provaglia col successivo intervento degli scultori bolognesi Gabriele Brunelli e Francesco Agnesini per i due celebri atlanti in arenaria della facciata (1658).
Il museo, aperto al pubblico nel 1924, si presenta ancor oggi nell'allestimento voluto dall'allora Soprintendente delle Belle Arti, Francesco Malaguzzi Valeri. Si compone di due distinti nuclei patrimoniali, la quadreria Davia-Bargellini e le raccolte d'arti applicate, la cui fusione nelle sale del museo doveva dar vita, nelle intenzioni dell'ideatore, ad un vero e proprio appartamento arredato del Settecento bolognese.
Dell'interesse per la pittura dei secoli più antichi (XIV-XV), diffusosi anche a Bologna alla fine dd Settecento, la quadreria offre esempi notevolissimi.
Le raccolte d'arte applicata (o d'arte "industriale" come, con terminologia ancora ottocentesca, le definiva Malaguzzi Valeri) hanno una provenienza più eterogenea. Si tratta per lo più di acquisti effettuati sul mercato antiquario o presso privati intorno al 1920 (la collezione di ferri battuti), di depositi lasciati da Opere Pie bolognesi (le splendide pianete ricamate sei-settecentesche), di lasciti al Comune di Bologna (la carrozza tardo settecentesca nella Vl sala). Ben rappresentata è la scultura bolognese dal XVI al XIX secolo (opere di Onofri, Mazza, Piò, Tandolini), la ceramica graffita rinascimentale, il mobilio e l'arte dell'intaglio barocco bolognese.
Si segnalano ancora il teatrino con marionette e il modello di palazzina arredata del sec XVIII.
Il Museo Civico Medioevale di Bologna si trova nel "più bello dei palazzi signorili del Quattrocento bolognese,per l'armonia delle linee e la ricchezza delle terrecotte per la grandiosità degli ambienti" (Ricci e Zucchini).
Riedificato attorno al 1490 con direzione del maestro muratore Egidio (Zilio) Montanari, è stato restaurato più volte nel secolo XX: nel 1915 il Comitato per Bologna storica e artistica rifece le finestre sulla base dell'unica (la seconda), rimasta integra; nel 1925/27 G.U. Arata lo adattò a Casa del Fascio, ritrovando i resti di una strada romana comitale.
Infine nel 1970/80 ebbe un vasto restauro "scientifico".
Raccoglie circa tremila testimonianze (in prevalenza di produzione cittadina) dell'arte medievale e rinascimentale, in particolare sculture, ceramiche, vetri, armi, strumenti musicali, avori.
Il museo è composto dal cortile, dal pianoterra, dal sotterraneo e dal primo piano; in questo piano si trovano le stanze del palazzo Fava affrescate dei Carracci.
Bene, questo è quanto per la parte storico-artistica.
Per quanto riguarda la parte conviviale, la missione è proseguita in un ristorante del centro, indicatoci da Adri che, però, non ha potuto unirsi a noi per impegni di famiglia, dove abbiamo mangiato bene e, cosa incredibile visto che era pieno!, in tempi brevi. Quando siamo usciti, il Clandestino di bordo ci ha salutato e se n'è andato a zonzo per il centro, mentre noi - visto il freschetto che faceva - siamo rientrati a casa e, in attesa di accompagnare Nextia alla stazione per fare ritorno a Torino, ci siamo guardati un esilarante special su Jackie Chan mentre, verso le diciassette, la Sovrintendente ci ha preparato la merenda con cioccolata in tazza e biscottini: in fondo è una buona vecchietta, la possiamo perdonare se ogni tanto sclera!!
Il mio diario finisce qui e, come si dice sulla Terra, Buone Feste a tutti!