SpaceCraft Dionisio

SESTA MISSIONE DEL 2003

DATA STELLARE 0311.16

diario di bordo del Clandestino



 

Scrivere non è il mio mestiere, non mi piace e non lo so fare, ma la Sovrintendente ha minacciato di buttarmi nello spazio profondo in una navetta di salvataggio se non mi decidevo a scrivere qualcosa anch'io, così ho dovuto cedere alla minaccia. Cerco di farla breve.
Il 16 di novembre siamo stati a Firenze, per visitare la Galleria del Costume e la Galleria d'Arte Moderna, tutte due situate a Palazzo Pitti. eravamo in 10: Neko, Nextia, Adri, Bentél, Azzurra, David, Aylin e Keine, che ci ha raggiunto più tardi (tra l'altro, loro abitano nei dintorni di Firenze), quella despota della Sovrintendente e io, la sua vittima designata.
La giornata era grigia, ma non particolarmente fredda, Firenze è sempre bella e i posti da visitare erano interessanti.
La Galleria del Costume, fondata nel 1983, si prefigura a tutt'oggi ancora come il più organico museo di storia della moda in Italia e possiede un patrimonio di oltre seimila pezzi che comprende abiti e accessori connessi al decoro e al gusto della persona databili dal XVIII al XX secolo, costumi teatrali ed altri manufatti tessili.
La maggior parte delle opere è pervenuta per donazione, più raramente per acquisto.
La Galleria d'arte moderna fu inaugurata nella sua sede attuale nel 1924, ma la storia delle sue collezioni è molto più antica e risale al 1784, anno in cui il Granduca Pietro Leopoldo riformò l'Accademia fiorentina, istituendo accanto a quella d'arte antica, una Galleria d'arte moderna da incrementarsi con continuità.
Allestita in 30 sale del secondo piano, la Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti offre un quadro completo della pittura dal Neoclassicismo al XX sec.- con particolare riguardo ai movimenti dell'arte in Toscana -, qualche esempio significativo della scultura di quel periodo, alcune opere di artisti stranieri e campioni efficaci di arti applicate Ad un cospicuo settore dedicato alla cultura figurativa fra Neoclassicismo e Romanticismo (con opere di Batoni, Benvenuti, Bezzuoli, Bartolini, Mussini)seguono le sezioni dedicate al Realismo, ordinate nei generi del ritratto (dal giovane Fattori, a Puccinelli, Ciseri, e Cassioli), del paesaggio (con Serafino De Tivoli e Fontanesi), della pittura di "macchia" rappresentata dalle importanti collezioni di Diego Martelli e di Cristiano Banti, alla quale si aggiungono le massime prove di Lega, Fattori e Signorini e dei pittori che, negli anni di fine secolo, adeguarono il loro stile alle correnti internazionali sino agli esiti dell'esperimento divisionista (Morelli, Ussi, Corcos, Medardo, Rosso, Chini, Trentacoste, Nomellini, Previati).
Finita la visita, siamo stati raggiunti da Keine che, a piccoli gruppi, ci ha portato con la sua macchina al ristorante. Un bel localino, con cucina tipicamente toscana, non troppo lontano dal posto di lavoro di Aylin che doveva prendere servizio nel pomeriggio.
I primi a lasciare la compagnia sono stati Azzurra ed il piccolo David, che dovevano prendere due treni per raggiungere Cervia, dove abitano. Siccome Keine doveva accompagnare Aylin al lavoro, hanno molto gentilmente fornito i biglietti per l'autobus alla compagnia (io, veramente, ho preferito andare alla stazione a piedi, perché, modestamente, sono un ottimo camminatore).
Alla stazione Bentél ha preso il treno per Padova, mentre noi, circa mezzora dopo, partivamo alla volta di Bologna dove, una volta arrivati, Nextia ha proseguito per Torino, mentre Adri aspettava una delle figlie con i nipotini ed io con Neko e la despota (leggi Sovrintendente), recuperata l'auto al posteggio, abbiamo fatto ritorno a casa: fine della storia.