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Il "Faceva decisamente freddo quella domenica..." pare che sia diventato l'esordio tipico di ogni nostra missione invernale, un po' come "Era una notte buia e tempestosa..." era l'esordio di tutti i racconti di Snoopy!
Del resto, se non ci mettiamo a fare le missioni in territori moooolto più a sud (che so: Africa, Antille, Dominicana... magari!), è inevitabile che a febbraio sia freddo.
Bene, appurato che la temperatura era quella regolamentare per il secondo mese dell'anno, il fatto non ci ha proibito di divertirci ugualmente.
Davanti al Museo di Palazzo Poggi, in quel di Bologna, ci siamo ritrovati ben in 11: Nextia, Hugh, Neko, Livius, il Simpatico passante, Adri, Kurt, il Clandestino, io e - per la prima volta con noi la nuova navigante Amohora con il suo ragazzo, Puio.
La mostra era Rappresentare Il Corpo. Arte e anatomia da Leonardo Da Vinci all' Illuminismo.
In mostra c'erano circa 200 opere provenienti da istituzioni nazionali ed internazionali. Esposte accanto a sette disegni anatomici di Leonardo da Vinci, diversi dipinti a soggetto anatomico di scuola rembrandtiana,il codice di Andrea Vesalio, la "Storia Naturale" di Ulisse Aldrovandi illustrata da Pirro Ligorio, Bartolomeo Passerotti e Agostino Carracci, le plastiche in cera di Ercole Lelli, Giovanni Manzolini e Anna Moranti.
Il tutto era interessantissimo ed anche un po'... no, non posso dire impressionante, ma forse un pochino inquietante lo era, con tutti quelle statue che ritraevano parti del corpo in "scorticato" e via dicendo!
Naturalmente, ciò non ci ha impedito di razziare il negozio di souvenirs del museo che, essendo dentro ad Arti visive (dipartimento dell'Università di Bologna) era ricco sia di libri d'arte che di gadget pseudo-culturali (mai visto un poster di Topolino o di Minnie tipo disegno anatomico seicentesco? Beh, lì c'erano...).
Finito il tour, ci siamo avviati a piedi - c'era il blocco delle navette verso il centro, alla ricerca di un ristorante dove portare a termine la missione con una gloriosa ricerca sui cibi, com'è nostro costume. Siamo stati fortunati e, poco lontano dalla due Torri (Garisenda ed Asinelli, per chi non fosse di Bologna), abbiamo scoperto un locale dove si mangiava discretamente e le porzioni erano addirittura esagerate!
Dopo pranzo la compagnia s'è sciolta, molti hanno fatto ritorno alla magione, mentre Nextia e Livius, in attesa del treno che li avrebbe riportati in quel di Torino, sono venuti a casa mia per fare quattro chiacchiere ed un monte di risate. Amohora e Puio, che avevano un impegno precedente, ci hanno raggiunto più tardi, quando, purtroppo, Nextia e Livius erano già partiti, ma si sono fermati poco: giusto il tempo per una tazza di tè.
Sembra impossibile, ma anche chi abita nella stessa città fa fatica a trovare il tempo per stare un po' insieme!
Si corre sempre, ma perchè...?
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