SpaceCraft Dionisio

È VERO O NON È VERO? QUESTO È IL PROBLEMA

del Sovrintendente
(Paola Martinelli)


 

'Come sarebbe a dire che non torni a casa neanche oggi? Ma è sabato... sì, ma... accidenti! Ho capito, ho capito... ciao.'
Patrizia sbattè con violenza il ricevitore sulla forcella. Porca miseria! Era il secondo fine settimana che suo marito non tornava a casa con la scusa d'impegni di lavoro. Lavoro, seh!... Com'è che quando aveva un assistente di cinquant'anni, invece di quella di trentadue, il venerdì sera era sempre a casa?
A passo di carica si avviò verso la cucina per farsi un maxi panino consolatore, quando, passando davanti alla porta del soggiorno, si fermò all'udire le scroscianti risate che vi provenivano. Cosa diavolo avevano da divertirsi così sua figlia Giulia e la sua amica Ines?
Non avevano detto che andavano a vedere qualche episodio di Star Trek? Va bene che i dialoghi erano spesso venati di humour, ma quelle erano risate da Benny Hill!
Incuriosita s'affacciò alla porta.
'Cosa succede, cosa c'è da ridere così?'
'No, niente, è tua figlia che fa l'asina.'
'Macchè asina! -ribattè Giulia cercando di reprimere le risate- In quest'episodio c'è un'attrice che propone a Kirk di fargli uno spettacolo in cambio di un passaggio sull'Enterprise. Ines ha detto che come spettacolo forse lui preferirebbe uno spogliarello, io ho controbattuto che sarebbe stato meglio uno spogliarello maschile...'
'E io ho detto che non parlavo di uno spettacolo per noi: stavo parlando di lui...'
'Anch'io!'
Patrizia restò un attimo in forse e poi capì. Le s'illuminarono gli occhi al pensiero di Kirk, giovane, nelle vesti di 'ragazzo-coccodè'. La fantasia si ampliò, davanti agli occhi della sua mente, sul palcoscenico dello strip-tease comparvero successivamente Spock -quello dei primi episodi- ed il bel Riker.
'Uhau, ragazze... che sballo!'
'Cosa, mamma?'
Patrizia spiegò, e le due ventenni si trovarono dello stesso parere. Le risate si moltiplicarono, poi nacque l'idea. Pazzesca, folle, ma... emozionante. Non fu ben chiaro quale delle tre la lanciò: forse la quarantaquattrenne frustrata dall'assenza sospetta del marito, forse le ventenni momentaneamente libere da boy-friend, quel che è certo è che il vaso di Pandora fu scoperchiato.
Le tre avevano deciso di concretare le loro fantasie con l'aiuto del computer e del video registratore. Patrizia faceva la scrittrice ed avrebbe realizzato una storia su come Kirk, Spok e Riker, strappati dalle loro realtà, si sarebbero ritrovati su un palcoscenico di strip-tease in un locale per sole donne -nella fattispecie loro tre-. Giulia, studentessa di Belle Arti ed esperta di grafica computerizzata, avrebbe elaborato la scena ed estrapolato le figure dei tre dai telefilm per passarle al computer. Infine Ines, super esperta di Star Trek, ma completamente digiuna di computer, avrebbe deciso da quali telefilm prelevare i tre maschioni.
La ricerca affannosa di Ines tra le decine di videocassette, ebbe trionfalmente termine dopo pochi minuti:Specchio, specchio avrebbe fornito Kirk e Spock, Riker sarebbe stato prelevato da L'attacco dei Borg - parte II.
Scollegarono velocemente il videoregistratore e lo trasportarono nello studio personale di Patrizia, dove fu collegato direttamente al video di uno dei due personal, abilitati a lavorare in tandem, mentre Patrizia apriva un nuovo file nel word processor usando l'altro video.
Mentre Giulia elaborava la grafica, Patrizia ed Ines studiavano la trama del racconto.
La storia venne fuori, semplice e lineare, nella sua assurdità: i tre personaggi sarebbero stati strappati alle proprie realtà in un momento cruciale, quando la loro presenza sulle rispettive Enterprise sarebbe stata assolutamente indispensabile. La condizione per il loro ritorno, sarebbe stata quella di esibirsi in uno strip-tease.
Una rapida scorsa ai compact di Patrizia, e le tre scelsero di usare il Bolero di Ravel come sottofondo.
A questo punto, mentre il lavoro di mixaggio filava a ritmo serrato, Ines, che era stata incaricata di portare da bere, inciampò nel groviglio dei cavi di collegamento e benedì le spine delle apparecchiature con un miscuglio di coca-cola, whisky e cioccolato freddo.
Black-out totale. Imprecazioni:

CENSURA

A tastoni Patrizia raggiunse il quadro di servizio e ridiede corrente.
Le tre si guardarono attorno esterrefatte. Come cavolo facevano a trovarsi nella sala progettata a computer da Giulia?
Non ci si poteva sbagliare, era proprio quella. Le pareti pannellate di specchi e seta blu lampeggiavano ai flash delle multicolori luci psichedeliche, gli altoparlanti trasmettevano il Bolero e, mentre loro erano ancora a bocca aperta, sulla pedana luminosa si materializzarono, in un lampo violetto, i tre eroi.
Kirk, Spock e Riker si guardarono in faccia disorientati, poi sbirciarono attorno e ci capirono ancora di meno. Attaccarono a parlare tutti e tre contemporaneamente.
'Cribbio -esclamò Giulia- Non ci capisco niente, io non so l'inglese.'
'Io, sì.' Ribattè Ines.
'Beh, io non lo so, quindi siamo due a uno. Occorre fare qualcosa.' Concluse Patrizia. Si diresse all'unica porta esistente nella sala, l'aprì decisa e si trovò in piedi su un'enorme tastiera di computer. La tastiera del suo computer. Accidenti, erano loro tre ad essere finite nel programma!
Va bene: se erano in ballo era meglio ballare!
Con una ragguardevole fatica, tenuto conto anche del fatto che il suo peso non era un dolce peso, saltò da un tasto all'altro e diede l'input per la lingua italiana, poi ritornò nella sala e chiuse accuratamente la porta alle sue spalle, intascando la chiave.
All'interno regnava il Caos.
'Ma in che lingua stiamo parlando?' Chiese Kirk.
'Affascinante. -rispose il signor Spock- Sembrerebbe italiano del ventesimo secolo, capitano.'
'Pazzesco! Kirk e Spock!'-Riker era a dir poco stupefatto: non solo stava parlando una lingua che non aveva mai parlato, ma era anche in compagnia di personaggi della storia che aveva studiato all'Accademia.
Kirk e Spock lo fissarono curiosi per alcuni secondi, poi Kirk pose la domanda.
'A quanto pare lei sa chi siamo noi, è in vantaggio. Lei chi è?'
Riker si mise sull'attenti.
'Comandante... ehm, capitano William T. Riker al suo servizio, signore.'
'Deduco dal simbolo che ha sull'uniforme che lei faccia parte della Flotta Stellare, ma di che secolo?'
Kirk sobbalzò alla domanda di Spock 'Come di che secolo?'
'Logico, capitano. Il capitano Riker ha dimostrato chiaramente di sapere chi siamo, indossa il simbolo della Flotta, ma la sua divisa è diversa dalla nostra. L'unica deduzione logica è che venga da futuro.'
'Esatto, signor Spock.' Confermò Riker.
'Molto interessante, Spock, ma questo non spiega dove siamo e cosa ci facciamo.'
'Questo possiamo spiegarvelo noi.' Intervenne Ines uscendo dalle fluttuanti ombre create dalle luci psichedeliche intorno alla pedana luminosa.
I tre uomini si voltarono di scatto verso la voce di lei e videro le tre donne.
'Voi da dove sbucate?' esclamarono simultaneamente Kirk e Riker.
A Patrizia venne da ridere 'Oddio, l'hanno detto insieme: il primo che entra è becco... Speriamo sia mio marito...'
'Dannazione! -esplose Kirk- Volete spiegarci...'
'Calma, capitano. -esortò Giulia- Adesso spieghiamo tutto. Prego, mamma, a te la parola.'
E Patrizia spiegò.
'Maremma maiala!' esplose Riker, meravigliandosi di conoscere quella stranissima imprecazione idiomatica.
Ines guardò con sospetto Patrizia 'Non è che nel tuo programma ci sia anche qualche sceneggiatura per Benigni?'
Patrizia non fece a tempo a risponderle perchè Riker, passato il primissimo istante di stupore alla sua stessa uscita, ricominciò a sbraitare.
'Devo assolutamente tornare alla mia nave! Pazze fanatiche pervertite, la federazione sta subendo l'attacco da una micidiale forza aliena, il capitano Picard è stato rapito da loro e costretto a collaborare, non ho nè il tempo nè la voglia di soddisfare le vostre perverse fantasie erotiche.'
'Ben detto, capitano -approvò Kirk- Anch'io mi trovavo in un caso di emergenza. Mi sono trovato intrappolato in una dimensione parallela, barbara e sanguinaria...'
'Mi permetto di comunicarle, Jim -intervenne Spock- che non è a conoscenza del lato peggiore della faccenda. La sua incivile controparte è sull'Enterprise e, quando sono stato rapito, mi accingevo a farlo imprigionare prima che potesse scatenare ulteriormente la sua bestialità. '
'Miei cari ragazzi, -intervenne con falsa dolcezza Patrizia- sappiamo molto bene che cosa può succedere alle vostre Enterprise se non fate ritorno. è per questo che vi abbiamo presi da quei specifici episodi! Le nostre condizioni sono semplicissime: o vi spogliate, o non tornate.'
Kirk e Riker esplosero verbalmente:...

CENSURA

'Signori, signori! -li azzittì Ines facendo sfoggio di una notevole potenza polmonare- è inutile che vi ribelliate. Qui non siamo nei telefilm...'
'Ehi, tonta, la riprese sottovoce Giulia, mollandole una gomitata nelle costole- loro non possono sapere che sono solo personaggi televisivi!'
Ehm... Intendevo dire che non siamo nella vostra linea temporale, questa è una realtà alternativa: un file creato da noi, esiste solo quello che vogliamo che esista. Non sperate nell'aiuto dei vostri equipaggi, perchè qui non sono neppure inseriti.'
'La cosa più logica da fare intervenne Giulia- è che vi diate una mossa e iniziate a spogliarvi. Concorda con me, signor Spock?'
'Signori -disse il vulcaniano rivolgendosi ai due capitani- il ragionamento è ineccepibile. Temo che per noi non ci siano scelte. Del resto, tenete presente, che le esigenze di molti, nella fattispecie la salvezza della Federazione e dei nostri equipaggi, contano più di quelle di pochi.'
'Star Trek II: L' ira di Khan.' Mormorò Ines.
'Prego?' fece Spock che, grazie all'udito vulcaniano, aveva intercettato il commento.
'Niente, lascia perdere. Allora, come la mettiamo?'
'La mettiamo che lui è vulcaniano - protestò Kirk- Non può provare emozioni, potrebbe essergli fatale.'
'Sì -convenne Giulia- ma le emozioni le vogliamo provare noi. Che si spogli pure con il massimo distacco: a noi non interessa.'
'Intollerabile -s'indignò Riker- Qui si offende il comune senso del pudore!'
Le tre sgranarono gli occhi ed Ines parlò per tutte.
'Da che pulpito vien la predica! Ma se tutte le volte che incontri una qualche femmina che ti piace te la porti a letto!'
'Perchè, Kirk cosa fa di diverso?' Rincarò Patrizia.
Gli interessati arrossirono e Spock alzò un sopracciglio.
'Qui si perde tempo!' Intervenne Giulia.
'Giusto. -convenne sua madre- I fatti si restringono a questo: o le mutande o la vita dei vostri compagni. A voi la scelta.'
'Affascinante, un ricatto a sfondo erotico.'
'Affascinante un accidente! -ringhiò Kirk- Attacchi a spogliarsi, signor Spock, e facciamola finita, concorda Riker?'
'Mi pare che non ci sia scelta.'
'Alleluia!' Esplosero in coro le tre assatanate sedendosi a gambe incrociate sul pavimento, mentre i tre uomini, molto imbarazzati e riluttanti, cominciavano a muoversi al ritmo del Bolero, che aveva continuato ad imperversare durante tutta la discussione.
I capi di vestiario cominciarono a volare nell'aria, rilevato dalle urla d'incitamento delle spettatrici.
Arrivati ala biancheria intima, si diffuse il sospetto tra le tre complici che, almeno per quanto riguardava Kirk e Riker, i 'ragazzi coccodè' improvvisati cominciassero a prenderci gusto.
L'atmosfera si riscaldò ulteriormente, quando si scoprì che le mutande di Kirk erano decorate da molteplici riproduzioni dell'Enterprise NCC-1701, mentre quelle di Spock erano nere e quelle di Riker azzurre, griffate dallo stemma della Federazione.
I grandi eroi si guardarono l'altro, dapprima con un certo stupito imbarazzo, poi i due capitani cominciarono a ghignare e nessuno avrebbe potuto giurare che anche le severe labbra di Spock, non si fossero lievemente stirate in un vaghissimo accenno di sorriso.
'Nudi! Nudi! Nudi!'
Gridavano Ines, Giulia e Patrizia, ritmando sul crescendo dell'orchestra.
Le mutande volteggiarono, finalmente!, nell'aria e, prima che potessero anche solo sfiorare il pavimento, le tre femmine si fiondarono ad accaparrarsele; poi, con un brevissimo sguardo di intesa, si slanciarono di comune accordo in braccio ai tre eroi, di cui, sicuramente, almeno due si erano già lasciati coinvolgere dall'atmosfera movimentata.
L'effetto dell'entusiastico abbordaggio fu di farli finire tutti e sei sul pavimento, in un groviglio di braccia, gambe e cavi vari.
Fra urletti, risate ed altre cose, evidentemente qualcuno si impigliò nei cavi e, nuovamente, imperò il black-out più totale nel ritrovato silenzio.
'Ahi, la mia schiena...' Il lamento di Patrizia, seguito da quelli delle due ragazze, ruppe il silenzio.
'Jim, Will, Spock vi siete fatti male? -nessuno rispose- Dove siete finiti? Qualcuno accenda la luce' urlò Ines preoccupata.
Giulia, che era la più vicina al quadro comandi, premette l'interruttore per ripristinare la corrente e, quando la luce tornò, si accorsero di essere nuovamente nello studio di Patrizia.
Dei tre uomini nessuna traccia.
Sul pavimento i cavi di collegamento giacevano in una pozzanghera appiccicosa di colore indefinito.
'Cribbio, è stato solo un sogno!' Si lamentò Giulia.
'Cosa, Kirk, Spock e Riker ragazzi coccodè?' chiese Ines.
'Non è possibile! -squittì impressionata Patrizia- Non possiamo avere fatto tutte e tre il medesimo sogno.'
'Invece, a quanto pare, è possibile.' ribattè sua figlia.
'Forse -ipotizzò Ines- dipende dal fatto che siamo state colpite dalla scarica elettrica mentre eravamo concentrate tutte e tre sullo stesso racconto.'
'Mah, sarà così, non vedo altra spiegazione.' Convenne Patrizia.
'Non c' è nessuno? Patrizia, Giulia dove siete?'
La voce di un uomo giunse dal corridoio.
'Papà!' esclamò Giulia.
'Svelte -ordinò sua madre- mettete in ordine mentre gli vado incontro.'
Si preicipitò fuori un attimo prima che suo marito entrasse.
'Non avevi detto che non tornavi per questo week-end?'
Lui la guardò perplesso.
'E non sono tornato. Oggi è lunedì.'
'Lunedì... Ah sì, giusto... mi... mi ero distratta: sai, stavo scrivendo...'
'Tu e le tue cartacce...! Vedi, piuttosto se trovi il tempo di farmi qualcosa da mangiare, ho saltato anche il pranzo per tornare prima.'
'Sì, va bene. Vatti a cambiare mentre preparo qualcosa anche per noi. C'è Ines di là con Giulia.'
Borbottando tra i denti l'uomo s'allontanò.
Scombussolatissima Patrizia s'avviò in cucina, infilando automaticamente una mano nella tasca dei jeans per prendere un fazzoletto e pulirsi le mani dall'intruglio appiccicoso che allagava lo studio.
Ma... questo cosa diavolo era? Non era il suo fazzoletto. Esterrefatta spiegò il pezzo di stoffa che si era trovata in tasca, e si trovò a fissare a bocca aperta un paio di mutande da uomo azzurro intenso con lo stemma della Federazione ricamato in oro.

'Mi piaceva di più con la barba.' disse Bonce rivolto al signor Spock.
Kirk ghignò tra sè ed aggiunse in un soffio che solo il vulcaniano potè udire 'E con le mutande...'
Il signor Spock inarcò un sopracciglio e sussurrò di rimando 'Perlomeno le mie sono nere, capitano.'


Il Consigliere Deanna Troi guardò perplessa il neo-capitano intento a programmare l'offensiva contro ai Borg. Forse era solo una sua impressione, ma avrebbe giurato che sotto alla divisa non avesse le mutande...